Carta d'Identità del Peperoncino

Museo del Peperoncino

IL PEPERONCINO

Notizie tratte da “Il Peperoncino dalla Semina alla Raccolta” di Claudio Dal Zovo

I peperoncini appartengono al genere Capsicum (famiglia delle Solanacee, la stessa di pomodoro, melanzana, patata e tabacco), che comprende specie e varieta’ molto diverse tra loro per quanto riguarda luogo di origine, portamento, forma e colori dei fiori, nonché portamento e forma dei frutti.

Il nome deriva, probabilmente, dal sostantivo latino capsa (contenitore) o dal verbo greco captein (mordere) in riferimento alla sensazione che si prova all’assaggio.

Ha origini a partire dal 7.000 a.C., in quattro diverse aree: Messico – Guatemala (capsicum annuum) Sud-Est Bolivia (capsicum baccatum) Bacino amazzonico (capsicum chinense e fratescens) Nord della Bolivia e Perù (capsicum pubescens)

La piccantezza dei frutti è il principale carattere distintivo dei peperoncini, determinata dalla presenza della capsaicina, una sostanza naturale prodotta da ghiandole che si trovano nella placenta del frutto, dove sono attaccati i semi. Si misura con analisi di laboratorio.

L’unità di misura che esprime il contenuto di capsaicina, è lo Shu* (Scoville Het unit), ideata dal farmacista Wilbur Scoville : *(indicava in origine la diluizione in acqua zuccherata necessaria per annullare la piccantezza di 1 ml di estratto di peperoncino) varia dallo 0 dei peperoni dolci a 5.000 per i classici Jalapeno messicano si sale a 10.000-20.000 per quello Calabrese sino ad arrivare a 100.000 per il piccolo Chiltepin e 300.000-400.000 per l’Habanero più di 500.000 il Fatalii più di 1.000.000 il Naga 2.000.000 il Trinidad (la capsaicina può raggiungere i 16.000.000 di Shu)

Cinque sono le specie coltivate, tutte di origine del Sud America: Capsicum Annuum - Capsicum Chinense - Capsicum Baccatum - Capsicum Frutescens Capsicum Pubescens, ognuna delle quali si differenzia per forma, colori, dimensioni e piccantezza.

Le varietà di peperoncino sono moltissime, probabilmente migliaia, comunemente diffuse e facilmente reperibili in commercio sotto forma di semi e/o piantine, e si possono raggruppare in Cinque grandi categorie: Ornamentali, prevalentemente Mangerecce, molto Piccanti, super Piccanti e Selvatiche.

I peperoncini sono facili da coltivare sia nell’orto che nel giardino, ma possono dare belle soddisfazioni anche in vaso sul balcone. Al fine di ottenere buone produzioni, occorre anticipare il momento del primo raccolto, che si ottiene tramite la semina precoce in pieno inverno in un ambiente caldo e protetto.

Per far crescere sane e forti le piantine è importante fornire adeguata illuminazione, utilizzando anche luci artificiali (tubi fluorescenti o led). Fondamentali sono anche l’utilizzo di un buon terriccio da semina e una corretta somministrazione di acqua.

Una volta che le piantine hanno raggiunto una certa dimensione, vanno rinvasate un paio di volte e seguite con costanti irrigazioni. Ottimi risultati anche coltivate in piena terra.

Stare attenti, però, alle avversità che possono colpire le piantine, quali insetti e acari, funghi, batteri, virus e fisiopatie. In generale, la migliore prevenzione per tutte queste avversità consiste nell’adottare una corretta tecnica colturale, in quanto piante forti e sane reagiscono meglio ai loro attacchi.

a raccolta è scalare e prolungata, e si raccolgono man mano che maturano, e si possono effettuare due-tre raccolti in una stagione. I frutti vanno consumati preferibilmente freschi, ma si possono conservare e trasformare in diversi modi.

 

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